Se fia giamai che ’l cor men roda e lime
di pace Amor nemico e di conforto,
o de gli studi miei, ch’ascosi io porto,
polisca il ciel le rintuzzate lime,
quasi augel, che da valli ombrose ed ime
a bel poggio sen va leve e risorto,
m’alzerò io, del mondan fango accorto
ch’alto volo talhor tarda e reprime;
e sì n’andrò su per le piaggie apriche
che germogliano a Phebo arte ed ingegno
per voi giovar, cui gloria accende e sprona.
Ma che parl’io? Dentro le vostre antiche
fiamme cercate Amor; ivi è il suo regno,
ei v’aprirà Parnaso ed Helicona.