Se del vorace tempo il duro rostro
rompe di nobil penna amica aita,
alma tutta in voi stessa al bene unita,
non vi ritardi amor di pompa e d’ostro,
ma, vinto il fero ambitioso mostro
che la quiete altrui tene impedita,
seguite pur la bella tela ordita
e siavi colle il tempio e selva il chiostro.
A me, contra cui sempre e sferza e sproni
usa Amore, e sul capo e sasso e spada
minaccia d’hor in hor nova ruina,
conven fra via mi resti, acciò non cada
per la salita che par tanto a’ buoni
erta e lontana, a’ rei piana e vicina.