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1508–1575

CXVII

Berardino Rota

Mentre de gli avi suoi le belle imprese si reca a mente, e primo corre al muro l’ardito duce, e tien piano e securo quanto nemico ardir dianzi contese,

scorgendo Marte il caro almo paese piegarsi al giogo, e ’l suo gran nome oscuro, contra lui nel periglio acerbo e duro ghianda di ferro in nera polve accese;

ma Tiberino il fier colpo ritenne gridando: «Ah, Marte, ah, non ferir te stesso!», alzato il mento fuor di mezzo il rio. Pietoso il ferro, il foco allhor divenne,

e restò picciol segno al viso impresso, onde più gloria assai che sangue uscio.

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