Seron, che meco a l’amorosa briga
perdete ognihor con tal ch’aventa e libra
tutti i dardi d’Amor con gli occhi, e vibra
liquide fiamme, onde il cor vostro irriga;
come potrò di miei studi la spiga
coglier giamai, mentre mi sugge e cribra
famelico angue che di fibra in fibra
si va pascendo in sanguinosa riga?
tentai con destro e giovenetto piede
poggiar il colle, e poi mi torse indietro
la dea ch’al male è Argo, al ben non vede.
O sappiasi per voi, se pur l’impetro,
che l’altrui cor di marmo, e la mia fede
fu di diamante, e lo sperar di vetro.