Se per chiuse tener l’orecchie Ulisse
de le false sirene al suono, al canto,
riportò loda, e gli diè pregio e vanto
l’eterno Homero, e di lui alto scrisse,
voi, signor mio, cui par non vive o visse
veramente fedel, pio, giusto e santo,
chi fia mai che lodar basti cotanto
che non resti a dir più che non disse?
Poiché tenendo aperte ambe l’orecchie
a l’harmonia di quest’altre sirene
non curaste di lor, securo e forte.
Phebo per voi ritorni, in voi si specchie;
per voi risorga in piè Roma ed Athene,
vincitor di voi stesso e de la morte.