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1508–1575

CXLVI

Berardino Rota

In lieto e pien di reverentia aspetto, con vesta di color bianco e vermiglio, di doppia luce serenato il ciglio mi viene in sonno il mio dolce diletto;

io me l’inchino, e con cortese affetto seco ragiono e seco mi consiglio com’habbia a governarmi in questo essiglio; e piango intanto, e la risposta aspetto.

Ella m’ascolta e fisa, e dice cose veramente celesti, ed io l’apprendo e serbo anchor ne la memoria ascose. Mi lascia al fine e parte, e va spargendo

per l’aria nel partir viole e rose; io le porgo la man, poi mi riprendo.

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