Anima mia, ché tardi? A che non lassi
il remo e i ferri ove ti struggi a forza?
Questa nemica al ciel povera scorza
ben dei fuggir, che fredda e nuda stassi;
e, se crescer pò ’l duol, cresca e trapassi
l’ordine usato, e ben pietosa forza
fora contra te stessa; or vinci e sforza
il fier destin che ti tien chiusi i passi!
Vattene dritto al ciel, dove risplende
la donna nostra, e dille: «Io son colei
ch’arsi al tuo foco, e fur due vive stelle».
Ella ti verrà incontro: ivi n’attende,
meravigliando che tardata sei;
ma guarda che l’ardor non rinovelle.