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1508–1575

CXLIII

Berardino Rota

Come di Libia le minute arene con le penne bagnate Austro disperde, o qual ne l’Appennin distrugge e perde la neve il sol, quando nel Tauro vene,

così Morte il desio, così la spene che non mai più rinasce o si rinverde ha già scosso e distrutto, e nel più verde stato secco il fiorir d’ogni mio bene;

o qual atra tempesta a mezzo il die suol portar notte, e ’l ciel turbando intorno seco trar le fatiche e gli altrui frutti, tal nel più chiaro de le gioie mie

ha tolto Morte a la mia vita il giorno, e seco i miei piacer sen portò tutti.

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