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1508–1575

CXLII

Berardino Rota

Notte, ch’a doppio la mia vita attristi, ministra di pensier torbidi e negri, e ch’a gli spirti travagliati ed egri altrettanto venen rechi ed acquisti,

ben i miei giorni tempestosi e tristi solei già render tu tranquilli, allegri; hor son a tal che ’l mio stato rallegri col pianto, e col dolore al duol resisti.

Sì novamente mi diletta e piace il pianger e ’l dolermi, avenga ch’io quanto convien non pianga e non mi dolga. Deh, porta un sonno, o Notte, al viver mio,

che da sì novo inferno homai mi tolga, e chiuda gli occhi eternamente in pace.

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