Se, come fior che languidetto giace
per forte pioggia o per nemica brina
poi leva su la cima inferma e china
del celeste occhio a la beata face,
alma pura gentil, che seco ha pace,
se d’empio fato sente alta ruina
a la ragion, del ver donna e reina,
si volge ancella e nel dolor compiace,
voi perché pur, signor, percosso e lasso
dal novo acerbo caso, al dritto, a Dio
il ciglio non ergete humido e basso?
Stette in piè Thebe, e già Troia fiorio:
l’una poi cadde, e l’altra è polve e sasso.
Ognun per morir nacque, ognun morio.