Cambi, voi mi mandaste in picciol legno
tutte tra be’ color le gratie sparte,
tutto ’l foco ch’Amor move e comparte
in gentil core, in pellegrino ingegno:
bella honestate, amorosetto sdegno
quinci si vede; indi natura ed arte,
e vivo affetto tal, che d’ogni parte
d’arder anchora e sospirar fa segno.
L’uno rassembra in atto humil che dica:
«Ecco colei che le mie rime inaura,
fera, cara, fatal, dolce nemica»,
l’altra risponda: «Tu la vela, io l’aura
fui per lo mar di tua nobil fatica»;
vive dunque Francesco, e vive Laura.