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1508–1575

CXCIX

Berardino Rota

Mentre febre m’assale, e mentre punge dolor ch’a lato a lui la morte è gioco, ecco il mio dolce inestinguibil foco, che tanto m’arde più quanto è più lunge.

S’asside al letticciuol tosto che giunge e di luce e d’odor riempie il loco; e, consolando, al cor tremante e fioco forza vital di novi spirti aggiunge.

Io ’l veggio, io ’l tocco, egli s’appressa e dice: «Per te scesi dal ciel, te solo aspetto, orsù, vien meco, il più tardar non lice». Poi la man porge, io m’alzo; ahi, maladetto

sonno, perché mi lasci? O me felice, se fosse allhor la sepoltura il letto!

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