Tu già se’ giunto cinque volte, o sole,
al fin del cerchio tuo, del tuo viaggio:
ed io son pur restio, pur con vantaggio
ne vo di vita, che finir non vole.
Sparga pietosa man rose e viole
al sasso ove s’eclissa il mio bel raggio;
io lagrime e sospir, ch’altro non haggio;
forse averrà così ch’io mi console.
E voglia il ciel che si rasciughe il pianto,
e la gran forza del dolor riporte
d’havermi ucciso una sol volta il vanto.
Ma, lasso, ahi quanto tarda a venir Morte
a chi l’aspetta per rifugio! Ahi, quanto
al mal son lunghe l’hore, al ben son corte!