Io cerco, ohimé, gir oltra, e mai non passo
lo stretto varco che ragion mi segna;
gli occhi, ch’eran d’Amor la prima insegna,
in fin dal ciel mi van troncando il passo.
Alzai ben io felice e nobil sasso
per chiudervi la bella e d’honor degna
amata spoglia; e pur si siede e regna
madonna nel pensier che mai non lasso.
E ne ringratio Amor che la descrisse,
anzi scolpio nel cor sì ferma e forte,
che non stanno le stelle in ciel più fisse.
Beato albergo, aventurose porte
ond’ella entrò: già mel promise e disse
quel dì crudel che trionfò la Morte.