Deh, ché ’l corso, destrier, deh, ché non freni,
e torni al dolce colle a cui la rosa
già diede il nome? Ivi han sol pace e posa
i giorni miei d’angoscia e di duol pieni.
Anima mia crudel, come sostieni
ch’io vada ove ritrove ogni altra cosa
fuor che quel sol, che pietra invidiosa
mi cela, de’ begli occhi almi e sereni?
Risponde: «Dal camin tu rotto e lasso
forse così potrai finir la guerra
de la vita che cade a ciascun passo».
Corri dunque, destrier, pommi sotterra;
ahi, che son giunto (o pensier vano e casso),
e son pur vivo, e lei non trovo in terra!