Candida notte e più che ’l dì serena,
che ’l ben mi dai che già morte mi tolse;
ahi, perché l’alma anchor teco non volse
girsen col sonno e con sua dolce pena?
Ritorna, prego, e quel piacer rimena
che dolcemente i miei spirti raccolse
dispersi e vaghi, e nel partir poi sciolse
in caldo vento, in lagrimosa vena.
Scender da Dio, ripreso il suo bel velo
parea madonna, e al suo cerchio menarme,
e tutto intento a riverirla il cielo.
Che potea più la notte e ’l sonno darme?
O caro inganno! Il meglio i’ taccio e celo:
resti pur la memoria a consolarme.