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1508–1575

CLXXXIX

Berardino Rota

Candida notte e più che ’l dì serena, che ’l ben mi dai che già morte mi tolse; ahi, perché l’alma anchor teco non volse girsen col sonno e con sua dolce pena?

Ritorna, prego, e quel piacer rimena che dolcemente i miei spirti raccolse dispersi e vaghi, e nel partir poi sciolse in caldo vento, in lagrimosa vena.

Scender da Dio, ripreso il suo bel velo parea madonna, e al suo cerchio menarme, e tutto intento a riverirla il cielo. Che potea più la notte e ’l sonno darme?

O caro inganno! Il meglio i’ taccio e celo: resti pur la memoria a consolarme.

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