Non vo’ che ’l mio dolor torni mai scemo,
perché pur torni il sol per la sua via,
poiché sente per lui la vita mia
men duro il ferro, e men gravoso il remo.
La notte è la mia luce, e fuggo e temo
la gioia, e corro al pianto, ove ch’io sia.
Il sospirar m’è pace, e ben poria
quetarmi in tutto un sol sospiro estremo;
qual piacer ho, quand’io mi doglio, e penso
a la cagion che fa dolermi, e poco,
anzi nulla riputo il mio gran duolo!
Soccorri dunque, o pensier tristo intenso;
non mi lasciar mai scompagnato e solo
senza il mio dolce e pretioso foco.