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1508–1575

CLXXXI

Berardino Rota

Hor hai pur tu, qual vincitore auriga, tocco la meta ov’altri unqua non giunse; né da la bella via mai ti disgiunse del mondo lusinghier pace né briga.

D’honestà, di bellezza ornata biga quella fu ben che tua man resse e punse. Ma chi cotante in un gratie congiunse, poi tosto nel fiorir colse la spiga?

Havei già tu lo fren del più bel carro che mai volgesse rota al campo Eleo: cose del ciel che fu gloria a vederle. Ma perdonimi il ver se nulla io narro:

era d’avorio, di robini e perle; Dio per se stesso e non per altri il feo.

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