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1508–1575

CLXXVI

Berardino Rota

Se giamai col pensier veduto havessi quel ch’a forza veggio hor con gli occhi miei, per noia e per timor morto sarei; e sto pur qui, come se vivo io stessi.

E pur questo e quel laccio ordisci e tessi, fallace mondo; ahi, come pronto havrei fuggita l’esca tua! Ma non potei, tanti mi tengon nodi ardenti e spessi.

E fo come colui che da nemica mano tenta scampar, ma con la morte s’incontra allhor che par che più la schive. E veggio al fin che non è mal sì forte

ch’huom non sostegna, e che ’l dolor nutrica: ch’ogni cosa si vede, e pur si vive.

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