Se giamai col pensier veduto havessi
quel ch’a forza veggio hor con gli occhi miei,
per noia e per timor morto sarei;
e sto pur qui, come se vivo io stessi.
E pur questo e quel laccio ordisci e tessi,
fallace mondo; ahi, come pronto havrei
fuggita l’esca tua! Ma non potei,
tanti mi tengon nodi ardenti e spessi.
E fo come colui che da nemica
mano tenta scampar, ma con la morte
s’incontra allhor che par che più la schive.
E veggio al fin che non è mal sì forte
ch’huom non sostegna, e che ’l dolor nutrica:
ch’ogni cosa si vede, e pur si vive.