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1508–1575

CLXXV

Berardino Rota

Herba da forte piè calcata e mossa, d’aura e ruggiada poi risorta e viva, sembra la vita mia, che par che viva e si sta chiusa in solitaria fossa.

Ella da morte ognihor giunta e percossa si giace a terra, a sé noiosa e schiva; da lagrime e sospir poi si raviva e torna onde, dolendo, era già scossa.

Chi ’l crederebbe? Ed è pur ver che sia il pianto e ’l sospirar esca a l’ardore; così trist’alma al suo peggior s’attiene. Che fai più meco o sconsolata, o ria

vita, ché non ti parti? Ahi, che non viene Morte dove la chiama alto dolore!

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