Herba da forte piè calcata e mossa,
d’aura e ruggiada poi risorta e viva,
sembra la vita mia, che par che viva
e si sta chiusa in solitaria fossa.
Ella da morte ognihor giunta e percossa
si giace a terra, a sé noiosa e schiva;
da lagrime e sospir poi si raviva
e torna onde, dolendo, era già scossa.
Chi ’l crederebbe? Ed è pur ver che sia
il pianto e ’l sospirar esca a l’ardore;
così trist’alma al suo peggior s’attiene.
Che fai più meco o sconsolata, o ria
vita, ché non ti parti? Ahi, che non viene
Morte dove la chiama alto dolore!