Or che volei tu dirmi, alma gentile,
quel dì che scarca e pura al ciel ten gisti
e dolcemente i duo begli occhi apristi
che fur l’ingegno mio, l’arte e lo stile?
Ben parve Amor con l’esca e col focile
volarti intorno, e dirmi: «A che t’attristi?
a che duol sopra duol pur sempre acquisti,
ed hai te stesso a noia, il mondo a vile?
Quando fia questa in ciel con più be’ rai,
fatta di poca luce un altro sole,
moverà santo e più soave ardore.
Così vaga parer per carbon suole
imagin finta, e vien più bella assai
se poi l’orna talhor nobil colore».