Io son pur qui contra mia voglia e, poi
che tu ten gisti, teco esser vorrei;
crudo tenor di fati iniqui e rei,
menar trist’alma a forza i giorni suoi!
Morte, che largo pianto asciugar puoi,
e dolce fin d’amara vita sei:
io son pur un di que’ ch’ancider dei;
son pur mortal: perché fuggir mi vuoi?
Par che risponda: «Invan m’aspetti e chiami:
nulla contra te val l’imperio nostro;
esser non può ciò che tu cerchi e brami;
quel ch’era corpo è ombra: invan ti mostro
l’arco e lo stral; convien che duri ed ami,
a sparger lungo e lagrimoso inchiostro».