Questo cor, questa mente e questo petto
sia ’l tuo sepolchro, e non la tomba, o ’l sasso
ch’i’ t’apparecchio qui, doglioso e lasso:
non si deve a te, donna, altro ricetto.
Ricca sia la memoria e l’intelletto
del ben, per cui tutt’altro a dietro io lasso,
e mentre questo mar di pianto passo
vadami sempre innanzi il caro obietto.
Alma gentil, dove habitar solei
donna e reina in terren fascio avolta,
ivi regnar celeste immortal dei.
Vantisi pur la Morte haverti tolta
al mondo; a me non già, ch’a’ pensier miei
una sempre sarai, viva e sepolta.