Se, mentre io t’hebbi in dolce nodo e santo,
felice possessor d’alta ventura,
non sparsi la mia gioia intera e pura
in liete rime, in amoroso canto,
fu sol, donna gentil, perché cotanto
era il piacer de la soave arsura
ch’ogni altro studio in bando, ogni altra cura
posi da parte, e men potea dar vanto.
Hor vorrei ben contare ad una ad una
quelle dolcezze; e ’l fier destin non vole
farne ricco, qual era, il pensier mio.
Morte, ch’in tutto la mia vita imbruna,
i concetti m’ha tolto e le parole,
nol viver già, che fora il mio desio.