Giurai tormi di man carta ed inchiostro,
così da forte duol rotto men giva,
sì ’l bel desio d’honor che ’n me fioriva
havea già secco ingiurioso mostro;
quando, discesa dal celeste chiostro
la reina del cor, che morta e viva
mi regge e resse, in atto dolce e schiva
riprende in sonno il giuramento nostro.
Non le rispondo allhor, ma ben le scopro
la piaga ch’ognihor più rinfresca il duolo,
che versa tosto sangue in veder lei.
Poi, desto al fin dal pianto, ecco ch’adopro
la penna e sfogo in parte i dolor miei;
e questo fo per obedirla io solo.