Torna a noi, ben gradita e felice ombra,
da quella, ove ti stai, beata parte,
e di più dolce suon quest’aria ingombra,
ricca di via più chiara e nobil arte.
Canta la bella mia che, leve e sgombra
del terren peso, al ciel da noi si parte
per far col lume suo, ch’ogni altro adombra,
lieto Saturno e mansueto Marte.
E credi pur che fie tanto maggiore
la gloria tua, quanto costei d’assai
oscura, e vince il tuo cantato ardore;
né ti scusar perché vista non l’hai:
poiché morta in quest’occhi e viva al core
d’ogni anima gentil tu la vedrai.