Mentre per tormi in parte al mio gran duolo
l’aura del dolce spirto io raccogliea,
ed egli pur al ciel dritto tenea,
poco di me curando, il suo bel volo,
e d’angeli cantando amico stuolo
sen gia per l’aria in giro e l’attendea,
e di novo splendor l’albergo ardea,
l’albergo ch’odio ed amo e sprezzo e colo,
piangean le Gratie ed Honestate intorno
al caro letto, e risonava il loco:
«Che fia di noi, senza te nude e sole?»
E ’n sul partirsi de la fronte il giorno,
temendo Amor non gli mancasse il foco,
la face accese de’ begli occhi al sole.