Ritorna, prego, e la quadriga, o sole,
rivolgi indietro, e non recarne il die,
ché chiude hor l’anno onde l’acerbe e rie
tenebre usciro, e fur ben prime e sole.
O, se de l’altrui duol nulla ti dole,
né vuoi lasciar le torte usate vie,
porta l’ultima luce a queste mie
notti, che chiamar giorni il vulgo sole;
che col leggiadro e caro velo inseme
io dorma eternamente, e d’ambedue
in un la vita e ’l fin si legga e viva.
E su la tomba che ne serra e preme
non senza pianto alto poeta scriva:
«A questi un core, un giorno ultimo fue».