In me solo per tempo il dolor cresce,
che tra morto e tra vivo ognihor mi tene;
e se ’l raffreno, allhor forte più vene,
come impedito rio più rapido esce.
Parimente mi piace e mi rincresce
la vita, priva del maggior suo bene:
piacemi, per restar vivo a le pene;
duolmi, ch’a un miser duol la vita accresce.
Che debbo dunque far senza il mio Tiphi
in mar che d’hor in hor più freme e ferve
perché ne scampi, o morto al fin lo schifi?
O troppo Parche a me parche e proterve,
o fortunata Philli, o felice Iphi,
che fa qui l’huom ch’a rio destin pur serve?