«Questi fioriti mirti e questi allori,
alle cui ombre assisa il ciel dintorno
addolcivi col canto, un più bel giorno
aprendo da’ begli occhi al mondo fuori,
ecco sovra la tomba io spargo, o Dori
ch’hor fai con Dio felice alto soggiorno,
serena il ciglio e colma il seno adorno
d’eterne herbette e di celesti fiori.
Tu, pietosa guardando, il caro affetto
ricevi, prego, e queste amare anchora
lagrime che dal cor la su t’envio»;
così Licida disse, e ’l sasso e ’l petto
sospirando bagnava, e Thirsi allhora
lo scrisse intorno un faggio, e piansi anch’io.