Voi, che la spada e la bilancia havete
di Carlo in mano, e l’una e l’altra tale
trattate ardito e giusto, ch’immortale
e triomphando al ciel giunto già sete,
chiari e novi trophei ché non ergete
a voi medesmo, hor che la voce e l’ale
la fama davvi, e ’l mostro che n’assale,
quasi folgor di Dio, da lunge ardete?
Nube di là da l’Istro oscura e grave
mossa per piover poi danno ed oltraggio
havea coverti i campi e i colli intorno,
quando del valor vostro il vivo raggio
ecco la sgombra e la disperde, ed have
di mezza notte a noi renduto il giorno.