Quando il più degno mio novo Torquato
trafisse il braccio al duce gallo e ’l vinse
la fama al cor d’ogniun tosto il dipinse
triomphatore in sul bel carro aurato,
e la Francia in sembiante atro e turbato
di color nero i gigli d’or suoi tinse,
e per tema ogni madre in sen ristrinse
il figlio contra noi pur dianzi armato;
e tremò di lontan l’Alpe, ed udita
voce per l’aria fu: «Già sonno e ciancia
tener può il furor nostro Italia ardita».
Ed è pur ver ch’a un punto una sol lancia
fu di più scorno e diè maggior ferita
che Cesar vincitor nove anni a Francia.