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1508–1575

CIII

Berardino Rota

Deh, ch’io non ho, signor, forza di stile, ch’ove più dorme ivi destassi Amore, ch’havrebbe parte ancor del vostro ardore tal che gela d’agosto e di quintile.

Direi che del suo ardente aspro focile non si trasse giamai foco maggiore di quel che v’arde, e che non fu dolore a lato al vostro duol pari o simile.

Ma poiché a pena a morte i’ mi ritoglio, ch’ognihor m’è sopra, e son invan già corso per poggiar su nel monte onde pur scendo, scoprite in rime voi l’alto cordoglio

ch’entro si sta, perché piangendo, ardendo talhor si piega un cor di tigre e d’orso.

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