Caro, che con lo stil nobile e franco
sete a voi stesso al ciel sentiero e scorta,
sarà prima la face estinta e morta,
lo stral d’Amor prima spuntato e manco
ch’io voi non ami, e che nel lato manco
non risuoni la voce amica e scorta,
ch’i’ l’affetto gentil, la penna accorta
sia di gradir, sia d’honorar mai stanco.
Forza di cortesia, ricchezza d’arte
voi spinse a dir di me; non son, non fui
degno di star d’un sì bel regno a parte.
Felice voi che, senza aita altrui,
col gran valor di vostre eterne carte,
potete altrui dar vita, e vita a vui.