O di questo e quel mostro uno e sovrano
triomphator, nato a più chiare imprese
novo Hercole, cui diede il ciel cortese
l’erto calle di gloria aperto e piano,
se quando audace turba armò la mano
contra le stelle e sovra i monti ascese,
sì ch’arsa cadde, e mal cadendo accese
Vesevo, Mongibello, Ischia e Vulcano,
t’havesser dato allhor le Parche amiche,
a un colpo sol so che tu solo haresti
le temerarie schiere a terra sparte,
poi che non è chi più di te molesti
quest’altri empi giganti, e poi che parte
Giove teco i triomphi e le fatiche.