Cangia la più riposta ombrosa parte
che bagna, o Phebo, il tuo caro Hippocrene
con queste secche ed assetate arene
ov’hor più bolle il sanguinoso Marte,
e prendi l’arco in man, riponi in parte
la lira e la ghirlanda; e’ ti convene
l’arme sole trattar: già mi sovene
ch’a l’altre tue s’aggiunge anco quest’arte.
Se per haver in mar fugati i legni
de la donna d’Egitto altari e tempio
e ti diè nome d’Attio il buon Romano,
che pregi fien di tue bell’opre degni,
armando a nostro scampo hoggi la mano
contra il novo Piton più crudo ed empio?