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1508–1575

CCXIV

Berardino Rota

O luce del gran padre, o vita, o via del mondo errante e morto, il ghiaccio, il sasso distruggi e rompi al cor, che cieco e lasso langue pur troppo e ’n se stesso travia.

Passano gli anni e i lustri, e pur la mia alma giace sepolta in tetro e basso abisso di miserie, e chiuso il passo l’ha verso il ciel dolcezza amara e ria.

Sgombra la nebbia che la copre, e scalda l’alto giel che la preme, e la ferita che le fer duo begli occhi ungi e risalda. Sì che faccia a se stessa homai disdetto,

di te solo, Signor, ricca e vestita, nobil nemica al suo più caro affetto.

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