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1508–1575

CCXI

Berardino Rota

Cena beata, esca vital, che sete principio e fin di quanto più si vole, a voi ne vegno, acciò ch’io mi console né sia più servo mai di fame e sete.

Mondane brame, che gran tempo havete, quasi steril terren, senz’acqua e sole tenuto il viver mio, di fumo e fole pascendomi, qual pria, più non andrete.

Ecco il nettar celeste, il cibo puro che soave m’inebria e pari ed uno a Dio mi rende, e vincitor di morte. Così veggiam nel tempo scarso e duro

levarsi satio a pieno e lieto e forte da ricca mensa poverel digiuno.

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