Ecco ch’io de le colpe horrende e rie
il duro che mi grava amaro incarco
depongo a piè de la tua croce, al varco
giunto pur io de le fatiche mie.
Tu, Signor, via de le più dritte vie,
ricevil, priego, e di pietà non parco;
non fie per tempo, poi che contra ha l’arco
teso già Morte, e fier l’ultimo die.
Tal averrà di me qual d’huom che immerso
in vil gorgo palustre a fonte arriva
intatto e puro, e ne vien mondo asperso.
Io son guerra, tu pace; io mar, tu riva;
queta e raccogli huom torbido e disperso,
io limo e fango, tu dolce acqua e viva.