Celeste Adam, che la tua bella spoglia
porgendo in sacrificio al padre eterno,
morta la Morte e fren posto a l’inferno,
fatt’hai vita il morir, gioia la doglia;
cangiando in me pensier, costumi e voglia
del traviato cor prendi il governo,
e vestimi di te, secondo, interno,
e de l’huom primo esterior mi spoglia;
sì che, il gran fascio di miei gravi errori
confitto al tronco onde, signor, pendesti,
morto a me stesso in te sol vivo io sia.
Qual d’orbo peregrin che ’n selva resti,
tal fia di me, del camin dritto fuori:
poi torni indietro, ove smarrì la via.