La tela ch’io tessea d’altro che d’oro,
imagin viva de’ be’ lumi spenti,
hor che pende interrotta a piogge, a’ venti
ch’escon del cor, sì ne sospiro e ploro,
Celio, cantor del ciel, di Phebo al choro
nova armonia, che fai, ché non ritenti
di fornir tu? Soggetto ed argomenti
haver non puoi di più pregiato alloro.
Già credea con madonna alto levarmi
felice e ricco; ed hor tristo e mendico
son d’ogni ben, né basto a consolarmi.
Ella di Dio si pasce, ed io nutrico
l’alma di morte. Or che potea più farmi
fiera vendetta di destin nemico?