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1508–1575

CCIV

Berardino Rota

La tela ch’io tessea d’altro che d’oro, imagin viva de’ be’ lumi spenti, hor che pende interrotta a piogge, a’ venti ch’escon del cor, sì ne sospiro e ploro,

Celio, cantor del ciel, di Phebo al choro nova armonia, che fai, ché non ritenti di fornir tu? Soggetto ed argomenti haver non puoi di più pregiato alloro.

Già credea con madonna alto levarmi felice e ricco; ed hor tristo e mendico son d’ogni ben, né basto a consolarmi. Ella di Dio si pasce, ed io nutrico

l’alma di morte. Or che potea più farmi fiera vendetta di destin nemico?

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