Siate a voi stesso voi conforto e vita,
di bel giuditio e d’alto ingegno armato
Carrafa mio, cui duro acerbo fato
preme il cor d’empia e di mortal ferita.
Alma non è da duol tanto impedita
che, per virtù del dir saggio ed ornato,
tosto il tristo cangiando in lieto stato,
per voi non s’alzi al ciel col vero unita.
De l’acque uscendo in nobil fiamma accese
le nimphe incontro al giovenetto ferse,
tutte ad amarlo e reverirlo intese,
quando Aufido geloso in tutto aperse
lo speco a l’onde, e col signor cortese
valore e leggiadria spense e sommerse.