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1508–1575

CCIII

Berardino Rota

Siate a voi stesso voi conforto e vita, di bel giuditio e d’alto ingegno armato Carrafa mio, cui duro acerbo fato preme il cor d’empia e di mortal ferita.

Alma non è da duol tanto impedita che, per virtù del dir saggio ed ornato, tosto il tristo cangiando in lieto stato, per voi non s’alzi al ciel col vero unita.

De l’acque uscendo in nobil fiamma accese le nimphe incontro al giovenetto ferse, tutte ad amarlo e reverirlo intese, quando Aufido geloso in tutto aperse

lo speco a l’onde, e col signor cortese valore e leggiadria spense e sommerse.

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