Dite ’l pur voi, cui mostra Amor la via
d’alti secreti, e ne portate il vanto;
ch’io per me non so dir come cotanto
pianga e sospire, e come vivo io sia.
A sfogar la mia pena intensa e ria
si stancherebbe inseme e Smirna e Manto;
lagrimosa querela è quel ch’io canto,
che la dolcezza far tosco poria.
Lasso, ben ne congiunse amica mano,
ma ’l giglio poi restò sfrondato e nero;
tornò la rosa al suo giardin sovrano.
O caduca speranza, o van pensero
d’egri mortali! Ahi, qual ne va lontano
dal suo principio il fin, da l’ombra il vero!