Quel dì, signor, che di voi stesso adorno,
già vinti i feri mostri, al dolce nido
vide Giunon tornar con lieto grido,
cinto il destrier da nobil turba intorno,
credendo un’altra volta esser quel giorno
che triomphò per mezzo il nostro lido
colui ch’hebbe Euristheo sì duro, infido,
ne chiuse il ciel, tinta d’invidia e scorno.
E per turbar la real pompa e bella
mosse nel regno suo la pioggia e ’l vento,
che quinci e quindi il vago stuol disperse;
ma poiché de l’error s’avide, e ch’ella
esser voi scorse, al bel triompho intento
rivolse il ciglio, e l’aria intorno aperse.