Poiché humana pietà più non risponde
a giustissimi prieghi, e ’l secol reo
del novo Lestrigon, del novo Atreo
sostien gl’inganni (o cielo, o terra, o onde!),
per le saette tue, per la tua fronde
ti mostra a noi, qual già quando cadeo
Piton per te, quand’Oto e Briareo
vincesti, e gli altri ch’Etna ed Ischia asconde;
drizza, Phebo, lo strale, infetta i rai
per cui giacque lo stuol de’ Greci estinto
e ’l fiero mostro impiaga ed avelena.
Sì che da l’unghie sue libera homai
te sol questa del ciel canti Sirena,
con cui cangiato hai spesso Eurota e Cintho.