Sì come fuor vedete i sensi frali
fra mille aspri martìr girsene a morte,
così vedessi quel gravoso e forte
duol che 'l cor ange, o ciechi egri mortali.
Surgendo come tante pene e tali
non ebbe ancor l'alma rubella in sorte,
quante port'io del Re del ciel consorte,
per levar la cagion de' nostri mali.
Diresti lagrimevole:–Oh quanto avanza
questo di fuor l'alto morire interno,
che per noi tien ne l'alma il sommo Duce!–
E quella cangeresti antica usanza,
che scorge il gioir nostro al pianto etterno,
e porta oscura notte alla mia luce.