Cinquanta dua, sono oggi, giorni fermo
son dentro un carcere, dove la ragione
non v'entra mai per quel che vi si pone,
né val con vita o morte usare schermo.
Porgi l'orecchie, o Dio, ai giusto infermo
tuo servo, e la tua destra ancor vi pone;
cancella il vizio, e l'alte virtù buone
vien presto a trar di questo intricato ermo.
Priega, Vergine Madre, il gran Fattore
de' ciel, tuo Padre e Figlio, che s'affretti,
volendo in vita ancor tenermi alquanto.
Consacro a quel lo 'ngegno, l'alma e 'l cuore,
la lingua, i marmi, e metalli e concetti
d'oprar poi sempre in tuo e in suo onore.