Lustrante, etterna e gloriosa e bella,
felice se' più d'ogni altra immortale;
non ci è arte o scïenza a te rivale:
se' come 'l sol è 'n ciel più d'ogni stella.
Son crudel l'arme in questa parte e 'n quella;
son polve al vento le parole equale;
la cerusia è a te sorella tale;
pur, rappezzando altrui, resta tua ancella.
Socrate ti lasciò quand'io ti presi,
cagion che me' d'ogni altro al mondo disse,
da terra ascese alla maggiore altura.
Lieve sentì 'l parlar, non quei gran pesi,
dove la mente, l'alma, il corpo fisse:
più val nostra immortal sacra scultura.