Quel trionfante e glorioso Giove,
ch'e' ciel governa e gli elementi e noi,
vita, morte, fortuna e i vizi suoi
son quei con che lui fa le inclite pruove.
Amore è cieco, e tira e non sa dove;
fortuna esalta li inimici suoi;
eresie impie a' sacerdoti tuoi:
chi dunche, o Dio, tanto a rovescio muove?
Le stelle, i ciel, fortuna, sorte e fato
si pigliano oramai tanta licenzia,
ch'i' vo' veder s'inferno è meglio stato.
Or te lo dico, Giove, in tua presenzia,
che avendo il tuo dominio straccurato,
non ti vo' più aver tanta credenzia.