Ero novella, ma felice quanto
l'altra infelice fu, ch'al dolce e caro
Leandro tuo, più che l'antico chiaro,
con amor ti congiungi onesto e santo;
qual fia sì duro ed empio cor, qual tanto
barbara man, qual così petto avaro,
che qual s'è l'un di voi, celeste paro,
offenda, no, ma pensi offender tanto?
Anzi in qual Scizia o 'n qual Numidia fia
chi non gradisca i vostri amori, e lodi
l'ardir cui tanta e tal diede il ciel grazia?
S'io avessi di voi condegne lodi,
di celebrarvi ogn'or stanca né sazia
non si vedrebbe mai la penna mia.